Produttività, come aumentarla? Il metodo “Eat that frog!”

Rinviare a domani le cose che non piacciono fare è nella natura umana, esistono però degli ambiti dove questa tendenza a procrastinare non è concessa, come il lavoro. Rimanda oggi, rimanda domani prima o poi la data di consegna del lavoro che tanto mette in crisi arriverà e probabilmente il risultato non sarà dei migliori.

Metodo Eat that frogIndice

Il procrastinatore seriale in ambito lavorativo

Il metodo “Eat that frog!” di Brian Tracy contro la tendenza a rimandare

Caratteristiche principali del metodo

Un po’ per volta, un passo alla volta

 

 

 

Procrastinare, ovvero rimandare un impegno di giorno in giorno, è una brutta abitudine piuttosto comune che spesso si applica in vari contesti della vita: lo facciamo nelle faccende domestiche, quando dobbiamo prenotare una visita, quando dobbiamo incontrare l’amico che non vediamo da tempo ma siamo sempre stanchi e anche nel lavoro.

Se però in alcuni ambiti procrastinare può essere anche ammesso, sul lavoro spesso diventa un vero e proprio problema.
Spesso rimandare sul lavoro non è solo una questione di organizzazione del tempo, ma un modo per regolare emozioni più profonde: un compito sgradito, la paura di un fallimento, questioni di autostima. E tutto questo rimandare non può che incidere in maniera negativa sulla produttività.

Esistono vari metodi per aumentare la propria produttività e smettere di procrastinare, ma oggi vogliamo parlare del metodo “Eat that frog!” dell’autore americano Brian Tracy.

 

Il procrastinatore seriale in ambito lavorativo

A tutti sarà capitato almeno una volta di rimandare un compito assegnato dal datore di lavoro, per alcune persone però questo atteggiamento è la norma e rappresenta un forte limite che può inficiare sulle prestazioni lavorative e, di conseguenza, anche sulla propria vita al di fuori del lavoro. Le motivazioni di chi procrastina possono essere infinite, ad esempio:

  • ansia da prestazione;
  • paura di sbagliare;
  • perdita d’interesse per il proprio lavoro;
  • stress quotidiano;
  • mancanza di voglia e motivazione.

Rimandare di giorno in giorno spesso però non aiuta, anzi non fa altro che causare ulteriore ansia. Chi si rende conto di avere questo problema avrà sicuramente cercato un modo per correre ai ripari, chi al contrario non lo avverte come una difficoltà dovrebbe chiedersi: “perché continuo a rimandare anche se questo comportamento mi porterà ad avere problemi sul lavoro?”.
In fondo aumentare la propria produttività personale può portare solo vantaggi:

  • ottimizzare il tempo e avere maggiore spazio per dedicarsi alle proprie passioni;
  • ottenere risultati migliori e imparare a gestire le attività al meglio;
  • essere meno stressato.

 

 Il metodo “Eat that frog!” di Brian Tracy contro la tendenza a rimandare

Sono tanti gli autori che hanno proposto metodi per aumentare la produttività e smettere di rimandare a domani quello che si può fare oggi, come ad esempio David Allen, Raymond Chandler o Thomas C. Corley.

Oggi però vogliamo parlare del metodo “Eat that frog!” di Brian Tracy, autore di innumerevoli libri, che a nostro parere propone una tecnica piuttosto semplice e facile da applicare.

“Eat that frog!” ovvero “mangia quella rana!” si rifà a una citazione di Mark Twain:
Eat a live frog first thing in the morning and nothing worse will happen to you the rest of the day”.

Il concetto che si vuole esprimere con questa frase è: se come prima cosa la mattina si fa una cosa spiacevole, disgustosa e che proprio non si vorrebbe fare, niente di peggio potrà capitare per il resto della giornata.
Secondo Tracy la cosa migliore per evitare di continuare a rimandare un’attività è cominciare la giornata affrontando la cosa più difficile, in sostanza proprio quel lavoro che tanto non ci va di fare. Costruendo un’abitudine di questo tipo sarà più facile che il resto della giornata scorra nel migliore dei modi.

L’autore inoltre spiega molto bene come individuare la rana. In questo articolo non vogliamo svelarvi proprio tutto del testo di Brian Tracy (la cui versione in italiano si intitola “Non fare lo struzzo!”), quindi se volete capire come individuare la rana vi consigliamo la lettura del libro, in questo approfondimento, invece, daremo per scontato che il nostro procrastinatore sappia benissimo quale sia la sua rana!

 

Caratteristiche principali del metodo

Secondo Brian Tracy la prima cosa da fare per combattere la tendenza a rimandare le incombenze è quello di aver bene presente la meta o gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Fatto questo è necessario fare una lista di cose che permetteranno di raggiungere tale obiettivo.

Fatta la lista, bisogna riguardarla con attenzione e riorganizzarla in ordine di importanza: importanza e urgenza non sono la stessa cosa, mi raccomando! Una cosa urgente può portare via pochissimo tempo, quindi rimandarla di un attimo non cambierà molto le cose.
Per ordinare le nostre attività per ordine di importanza, Tracy propone la tecnica ABCDE:

  • A: è la cosa importante (o le cose importanti) che se non fatta avrà le conseguenze maggiori;
  • B: è una cosa che andrebbe fatta ma che se non si riesce a sbrigare avrà poche conseguenze;
  • C: è una cosa che se non viene finita non porterà a conseguenze particolari;
  • D: è una cosa che può e anzi deve essere delegata;
  • E: tutti compiti a basso valore che possono anche essere eliminati.

Se non volete utilizzare le lettere si possono anche usare penne colorate o i simboli tipici del bullet journal.

Secondo il metodo di Tracy non bisogna mai iniziare a fare le B se non si hanno finito le A, completate tutte le A si andrà avanti scendendo di importanza.
Tracy consiglia di fare questo lavoro saltuariamente (per capire i progetti a lungo termine) e la sera prima per capire cosa fare il giorno dopo.

Il libro “Eat that frog!” è composto da 21 capitoletti, ciascuno contenente un suggerimento per l’aumento della produttività: raccogliere tutte  le informazioni prima di iniziare, tenere la scrivania pulita e sgombra, imparare a distinguere tra urgente e importante, pianificare con anticipo e criterio, organizzare ogni giorno in anticipo ecc…
In quest’ultimo caso Brian Tracy suggerisce di dedicare la sera alla pianificazione della giornata successiva. In questo modo, si avrà il tempo di ottimizzare la lista degli impegni e minimizzare la possibilità di spiacevoli effetti sorpresa.

Come avrete capito da queste prime indicazioni non si tratta di un metodo complicato, ma non per questo risulta meno efficace.

 

Un po’ per volta, un passo alla volta

Scegli un compito, un obiettivo, un traguardo che vuoi raggiungere e che fino a ora hai rimandato, e MUOVI IL PRIMO PASSO verso il suo raggiungimento. A volte, per mettersi in moto, basta FARE UN ELENCO DELLE AZIONI NECESSARIE a ottenere un dato risultato. Dopodichè non devi far altro che metterti in marcia, lista alla mano, ponendo un piede dietro l’altro. Resterai stupito dalle distanze che si riescono a coprire UN PASSO ALLA VOLTA!” – Brian Tracy

Se ci sono alcuni compiti che richiedono impegno e concentrazione ma possono essere svolti velocemente, sappiamo benissimo che altri progetti implicano una mole di lavoro talmente grossa che spaventerebbe chiunque. In questi casi rimandare è la cosa più sbagliata da fare perché rischiamo solo di perdere tempo. La soluzione, secondo Tracy, è dividere i grandi progetti in piccoli passi, in maniera tale da affrontarli uno alla volta con disciplina. Man mano che ci avviciniamo al completamento di tutte le fasi, il lavoro ci sembrerà meno difficile di quello che avevamo pensato.

E se le rane (ovvero le attività classificate con A) che ci troviamo di fronte sono tante? Una volta capito quali sono le rane il consiglio che viene dato è semplicemente quello di affrontare la più brutta per prima. Ingoiare il rospo (che si potrebbe definire la rana più grossa) subito farà sembrare tutti gli altri compiti più facili!

 

Siete pronti a smettere di procrastinare? Questo è il momento giusto per imparare a gestire in maniera efficace il lavoro.

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