L’educazione alla salute si fa Social

L’educazione alla salute passa anche dai Social Network, ormai considerati i canali di comunicazione più adatti alla divulgazione di informazioni e pratiche utili sia per la prevenzione che per la cura delle patologie

L’educazione alla salute si fa Social

Con il consolidamento del Web 2.0 e la nascita di piattaforme di condivisione di media, i Social Network sono entrati a far parte della quotidianità delle persone anche per gli aspetti che riguardano la gestione della propria salute, tant’è che in molti prediligono il confronto diretto con gli utenti di una community online piuttosto che con un medico specialista. Di conseguenza, i Social Network si configurano come strumenti efficaci e funzionali per raggiungere diversi tipi di target, influenzandone il comportamento tramite messaggi sanitari educativi più avanzati e personalizzati.  

Questo cambiamento non è passato inosservato alle organizzazioni e alle istituzioni che si occupano di educazione alla salute, ragione per cui sono intervenuti sulle loro strategie di comunicazione integrando l’utilizzo dei Social Network per scopi educativi. L’avvalersi di questi canali è dovuto anche al tipo di impiego a cui si prestano, conformandosi come ambienti virtuali in cui è possibile:

  • Promuovere con immediatezza le iniziative e gli eventi di sensibilizzazione sui temi legati alla salute;
  • Incrementare la diffusione delle informazioni utili per la prevenzione delle patologie più diffuse o rischiose costruendo delle campagne ad hoc sul target di riferimento.

I Social Network stanno rivoluzionando la gestione degli spazi dedicati all’educazione sanitaria in due modi:

  • Sostenendo comportamenti ed abitudini sane e consentendo al pubblico di fornire feedback immediati;
  • Contribuendo a facilitare la condivisione di informazioni utili anche in occasione di crisi sanitarie legate ad epidemie fuori dall’ordinario.

Si tratta di strumenti adoperati anche da medici ed operatori sanitari per raggiungere obbiettivi educativi importanti, tramite contenuti o format adatti a questa tecnologia come:

  • Video educativi su temi generali, come l’importanza di un’alimentazione sana;
  • Gruppi di discussione online per il confronto aperto tra esperti, autorità e utenti;

Una delle sfide più attuali e significative per i professionisti che operano nel settore dell’educazione alla salute è la capacità di rispondere, pubblicamente e tempestivamente, al fenomeno diffuso della disinformazione ad esempio riguardo temi caldi e di quotidiano interesse, in occasione di eventi critici per la sanità pubblica e per quanto concerne le indicazioni adottate a livello nazionale, come le vaccinazioni obbligatorie. In questo senso i Social Network si pongono al contempo sia come:

  • Luogo fertile in cui attecchiscono facilmente false notizie in grado di provocare panico nell’opinione pubblica;
  • Antidoto alla disinformazione tramite la divulgazione di misure corrette da adottare per la salvaguardia della salute pubblica.

 

I progetti integrati per la promozione della salute della Regione Lombardia

Il settore della Sanità Pubblica lavora da tempo ad una integrazione tra i Social Network e le campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini su temi specifici concernenti la salute, la promozione, l’adozione o il mantenimento di comportamenti sani. Difatti, negli ultimi anni, i manager e i responsabili di istituzioni ed organizzazioni nell’ambito della sanità pubblica hanno preferito servirsi dei Social Network nel consigliare l’adozione di stili di vita sani e stimolare la comunicazione interpersonale sul tema delle campagne in atto poiché efficaci nell’attirare, fidelizzare e coinvolgere gli utenti.

Secondo quanto riportato nello studio dell’Università della Svizzera italiana The Web 2.0 and Social Media Technologies for Pervasive Health Communication: Are they Effective?” sono parecchie le evidenze che dimostrano il rapporto di interdipendenza tra i messaggi educativi aderenti alle esigenze e alle peculiarità del target a cui ci si rivolge ed il relativo coinvolgimento dimostrato. Gli interventi di comunicazione ideati ad hoc, più focalizzati sull’utente e individualizzati, generano risultati migliori rispetto ad interventi più generalizzati e massivi. Pertanto, maggiore è la personificazione del messaggio, più efficace si dimostrerà ai fini della campagna educativa, portando a un aumento delle probabilità che gli utenti coinvolti decidano di cambiare il proprio comportamento.

Di seguito, presentiamo alcuni dei progetti tratti dal Piano integrato locale di promozione della salute 2016 della Regione Lombardia, prodotto con l’obbiettivo di completare le tradizionali attività di educazione alla salute con l’adozione dei Social Network.

 

Training and food game 4 all

Il progetto Training and food game 4 all, patrocinato dalla Regione Lombardia, è stato premiato in EXPO dalla commissione scientifica per il bando Ehealth4all. Il progetto, riproposto per il 2016, si basa su un gioco a premi che si svolge tramite un omonimo Social Network creato ad hoc a cui docenti, studenti e familiari possono accedere per scambiarsi informazioni e materiali educativi sull’alimentazione sana e gli sprechi alimentari.  L’obiettivo del gioco è sensibilizzare gli studenti alla corretta alimentazione tramite lo strumento digitale più adatto alle nuove generazioni, che consente di relazionarsi e socializzare in modo affine alle loro abitudini. In particolare, il supporto tecnico ed organizzativo necessario per il corretto monitoraggio delle condivisioni di informazioni è stato offerto dai referenti dell’Agenzia di Tutela della Salute Città Metropolitana di Milano (ATS).

 

Netyx.it il consultorio in rete

Netyx è un servizio di comunicazione e condivisione di informazioni e messaggi educativi per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Il progetto è stato ideato per potenziare le attività di orientamento ai servizi rispetto alle tematiche sull’affettività e sulla sessualità. La piattaforma completa l’offerta dei servizi dei consultori dedicata agli adolescenti, a cui si rivolge anche attraverso i canali social Facebook, Twitter, Instagram e Whatsapp.

Questo tipo di educazione sanitaria promulgata su Internet e i Social Network porta con sé degli evidenti vantaggi:

  • Offre un’elevata interattività, in quanto va incontro alle esigenze comunicative dei giovani;
  • Permette di cogliere maggiormente le loro aspettative e priorità rispetto ai canali di comunicazione tradizionali.

In altre parole, l’utilizzo dei social media permette di:

  • diffondere informazioni corrette e qualificate incrementando le possibilità di ricevere le richieste dei giovani e di fornire loro risposte personalizzate;
  • agevolare l’accesso alle informazioni sui servizi consultoriali off line.

 

SM@RT@IDS

Sul tema della prevenzione rispetto alle malattie sessualmente trasmissibili si colloca anche SM@RT@IDS, sviluppato in collaborazione con ANLAIDS Milano e finanziato dalla Regione Lombardia.

Il progetto si compone di diverse attività digitali:

  • l’application Smartsex, disponibile in 8 lingue, con oltre 10.000 download;
  • il sito smartsex.eu in italiano e inglese;
  • le pagine social su Facebook, Twitter, Instagram e Youtube.

Con l’applicazione Smartsex è possibile testare le proprie conoscenze sulle malattie sessualmente trasmissibili e richiedere informazioni agli esperti con facilità. Il sito internet raccoglie le ultime news in materia di prevenzione e dedica una sezione apposita ai risultati dei sondaggi. Infine, le pagine social fanno da canali per la divulgazione dei contenuti del sito oltre che da ulteriore punto di incontro per le domande e le richieste degli utenti. 

I canali social offrono non solo la possibilità di adeguare i messaggi educativi ai giovani, ma anche la possibilità di effettuare sondaggi in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità per la validazione dei siti trattanti la tematica HIV/IST.

 

Social Network: l’attuale frontiera dell’educazione alla salute

Come si evince, i Social Network sono entrati definitivamente a far parte delle strategie comunicative nell’ambito dell’educazione alla salute promosse da enti ed istituzioni locali e nazionali. Il loro utilizzo è conforme alle nuove esigenze dei giovani ai quali spesso sono rivolte le campagne di sensibilizzazione sui temi legati alla salute e al benessere. Pertanto, anche nel settore della health education si conferma la tendenza a progettare la comunicazione in formato sempre più digitale e a misura di “social media”.

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