11 + 1 trend che plasmeranno il Marketing nel 2019

Quali novità e tendenze guideranno le strategie di marketing di questo 2019? Lo scoprirete leggendo il primo di due articoli di approfondimento in cui presentiamo ben undici trend analizzati dal Forbes Agency Council… più uno.


Indice

#1 Intelligenza Artificiale & Marketing Automation: un connubio rivoluzionario

#2 L’assistente vocale: un nuovo IOT per il content marketing

#3 Contenuti di valore come base del marketing digitale

#4 L’anno dei contenuti ‘influenzati’ è il 2019

#5 Micro-influencer per una lead generation di qualità

#6 Parola d’ordine: Human to Human

Sarebbe bello avere una sfera di cristallo attraverso cui scoprire con certezza granitica il futuro del marketing digitale ma, per adesso, dovremo accontentarci delle analisi e dei forecast.

Intanto, facendo alcune valutazioni, abbiamo ritenuto che l’analisi fatta da Forbes in “11 Trends That Will Shape Marketing In 2019” sia degna di menzione di un maggiore approfondimento.

In questo articolo, infatti, abbiamo analizzato le tendenze proposte dal Forbes Agency Council ma non ci siamo fermati qui!

Abbiamo fornito il nostro personale contributo inserendo il nostro commento e il dodicesimo trend che, secondo Digital for Business, meritava di essere menzionato.

Per conoscere il trend numero 12, dovrete leggere la seconda parte di questo approfondimento, reperibile a maggio.

Pronti per conoscere la prima parte della nostra analisi?

Ecco a voi gli 11 + 1 trend che plasmeranno le attività di marketing digitale di questo 2019.

#1 Intelligenza Artificiale & Marketing Automation: un connubio rivoluzionario

Nell’ultimo periodo si è parlato tanto di Intelligenza Artificiale – AI – e dei numerosi vantaggi ottenibili con l’integrazione di una tecnologia sempre più attuale e sempre meno fantascientifica.

Le imprese che investono nell’implementazione dell’AI nella marketing automation hanno come obiettivo quello di aumentare l’efficacia comunicativa e convertire un numero maggiore di utenti. Queste imprese sanno di poter ottenere un forte vantaggio competitivo con l’AI perché grazie a questa tecnologia possono:

  1. rendere sempre più personalizzabili le campagne pubblicitarie e gli adv;
  2. mostrare contenuti grafici e testuali assolutamente pertinenti col target individuato;
  3. fornire un’esperienza di vendita ritagliata sulle specifiche caratteristiche di ciascun prospect;
  4. aggiornare in tempo reale le informazioni mostrate agli utenti, in base ai cambiamenti dei gusti e delle loro preferenze.

Non è infatti un caso se Google e Amazon stanno da tempo investendo ingenti capitali nello sviluppo dell’AI per il proprio business – Il Sole 24 Ore -.

#2 L’assistente vocale: un nuovo IOT per il content marketing

Lo scorso Black Friday è stato caratterizzato da una forte impennata di acquisti dei nuovi Smart Speaker.
Questi IOT sono assistenti vocali che elaborano le nostre richieste, le processano, cercano per noi informazioni sul web, ce le raccontano e – volendo – ci permettono di acquistare online con una semplice conferma.

L’Echo Dot di Amazon per esempio, è stato il device più ricercato del 2018 dai consumatori più tecnologici, tanto che nei primi giorni di gennaio, Dave Limp – Vice Presidente Senior dei device e dei servizi di Amazon.com – ha dichiarato che fino a quel momento erano stati acquistati in tutto il mondo circa 100 milioni di dispositivi.

Solo il tempo saprà dirci se la febbre degli assistenti vocali intelligenti è una moda passeggera oppure evolverà in una vera e propria abitudine sociale. Lo smart speaker è capace di arricchire ulteriormente il nostro modo di ‘relazionarci’ con la tecnologia e di finalizzare gli acquisti, proprio come fecero gli smartphone dieci anni fa.

Ciononostante, questi due device sono molto diversi fra loro. Lo smartphone, di fatto, segue logiche molto diverse dallo smart speaker. Questo aspetto va tenuto in considerazione se si vuole definire una strategia SEO di content marketing che utilizzi il nuovo IOT come canale di comunicazione.

#3 Contenuti di valore come base del marketing digitale

Tutti fanno ricerca online. Grazie ai nostri sistemi mobile abbiamo la possibilità di informarci su qualsiasi argomento in qualsiasi ora del giorno. Ne consegue che, in una società iper-connessa, gli utenti di internet possano essere intercettati da annunci ed email in qualsiasi momento.

Il marketing dei contenuti nasce proprio da questi presupposti e ha lo scopo di:

  1. catturare la curiosità e l’attenzione dei nostri utenti;
  2. comunicando contenuti di interesse capaci di risolvere eventuali problemi, fornire soluzioni, stimolare l’utente;
  3. veicolare il valore di un brand corporate o di prodotto;

e, in ultima istanza, convertire i nostri utenti in clienti spontanei e fidelizzati.

Questa formula, però, funziona soltanto se il messaggio comunicato è davvero di valore e se i contenuti che forniamo attraverso le attività e le strategie di content marketing sono utili per i nostri potenziali clienti.

Pertanto, sarà necessario comprendere se i contenuti ideati raggiungono effettivamente il nostro target e se la nostra audience è davvero soddisfatta delle nostre attività. Se abbiamo fatto un buon lavoro in termini di comunicazione e di reputazione, i nostri utenti continueranno a seguire i nostri contenuti e interagiranno sempre più con le nostre pagine web e social.

Ma come fare per catturare l’attenzione del nostro target se l’azienda è nuova o poco conosciuta?

Come generiamo nuovi lead se il nostro prodotto è appena stato lanciato sul mercato e pochissimi lo hanno provato?

E se invece il mio prodotto fosse conosciuto da tempo ma non fosse sufficientemente menzionato e ricercato sul web, come potrei fare per generare parlato online?

Per la creazione di contenuti di valore, su un blog o su un sito web aziendale, le strategie e gli strumenti di SEO marketing e la divulgazione attraverso l’Email e il Social Media Marketing possono fare la differenza ma c’è di più.

#4 L’anno dei contenuti ‘influenzati’ è il 2019

Grazie all’influencer marketing, le aziende hanno il vantaggio di far conoscere il proprio prodotto in modo ancora più efficace grazie all’approccio umano. Ma attenzione: gli influencer non sono testimonial, perciò, non sono ingaggiati per seguire religiosamente un copione, piuttosto seguono un canovaccio.

Gli influencer presentano il nostro prodotto come loro stessi lo percepiscono perché la loro fama si fonda prima di tutto sulla loro personalità, credibilità e capacità comunicativa.

Se il nostro prodotto non ‘mantiene le promesse’ o diverge significativamente rispetto alle caratteristiche e ai risultati attesi, l’intervento di un influencer potrebbe diventare un’arma a doppio taglio. Ecco perché qualità e onestà sono due valori da tenere sempre in considerazione tanto in fase di produzione quanto in fase di promozione.

#5 Micro-influencer per una lead generation di qualità

Il mondo degli influencer è molto ricco e stratificato. Sui Social Media, possiamo incontrare utenti molto seguiti e creare una collaborazione proficua con persone che online sono state capaci di intrattenere una quantità significativa di follower.

Richiedendo alle star del web di recensire il nostro articolo attraverso i loro canali social, abbiamo la possibilità promuovere un brand e di farlo conoscere a milioni di utenti.

Ad esempio, gli youtuber e gli instagrammer più seguiti sono capaci di generare in un giorno solo, decine di migliaia di lead con un solo video, un post o con un selfie ma, sul web, non ci sono solo gli influencer con milioni di fan.

Le imprese che desiderano attuare strategie di influencer marketing posso ottenere ottimi risultati collaborando con personaggi meno noti che hanno saputo ottenere una forte attenzione da parte di migliaia o decine di migliaia di utenti. Tutti o quasi molto interessati ad un determinato argomento del quale l’influencer è particolarmente esperto.

In questo caso non parliamo più di influencer ma di micro-influence, ossia, persone che hanno guadagnato credibilità e autorevolezza presso un target ben preciso di utenti che condividono gli stessi interessi e talvolta molto specifici.

Quando cerchiamo il contributo di uno o più micro-influencer?

Quando vogliamo mirare più sulla qualità dei nostri lead che sulla quantità dei lead da generare.

#6 Parola d’ordine: Human to Human

Bryan Kramer, co-founder e CEO della pluripremiata Social Media Agency americana PureMatter oltre che fondatore del movimento #H2H – Human to Human Movement – dichiara nel suo libro Shareology: How Sharing is Powering the Human Economy “Non importa quale linguaggio parli, qual è il brand o il messaggio che stai cercando di lanciare. Quello di cui tutti abbiamo bisogno è comunicare in modo ‘umano’”.

Secondo Kramer, e secondo anche Philip Kotler e il neuro marketer Martin Lindstrom, l’approccio comunicativo attuale di alcune imprese non è sufficientemente d’appeal perché mancano:

  1. attenzione;
  2. genuinità;
  3. linearità.

Tutte caratteristiche specifiche dell’approccio umano diretto.

Per migliorare la propria reputazione e fidelizzare i clienti, le aziende devono costruire con i propri clienti e consumatori legami e relazioni emotive più personali, oltre che commerciali.

In termini statistici, secondo quanto evidenziato dal guru del neuro marketing Linstrom “per intercettare davvero le necessità dei nostri clienti e dialogare meglio con loro il focus non deve essere posto sui big data ma sugli small data”. Gli small data sono i piccoli dati forniti spontaneamente dai nostri clienti che ci aiutano ad andare verso la loro direzione.

In conclusione, le società che vogliono adottare un approccio H2H devono partire dal presupposto che, in termini di reputation, un brand difficilmente trasmette ciò che l’azienda stessa riferisce. Piuttosto, un brand è ciò che i suoi consumatori pensano che sia.

Termina la prima parte di questo articolo. Per scoprire il trend #7 non vi resta che leggere la seconda parte di questo approfondimento dal titolo: Tutti i trend del Marketing Digitale nel 2019“.

Intanto vi diamo un piccolo indizio: potrebbe avere a che fare con Facebook e con i social media in generale!

Se il colosso di Menlo Park suscita il vostro interesse, vi consigliamo di ingannare l’attesa leggendo un articolo di approfondimento che descrive i progetti per il nuovo anno che il numero uno di Facebook ha annunciato pubblicamente qualche settimana fa.

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