Sanità e Innovazione digitale: Mobile Health, Telemedicina e Wearable Devices

Negli ultimi anni, il Sistema Sanitario Internazionale ha dovuto fronteggiare l’aumento progressivo dei costi di gestione causato dall’invecchiamento della popolazione e dall’espandersi delle malattie croniche multifattoriali. Tali criticità possono essere superate grazie alle odierne tecnologie digitali sempre più orientate ad una personalizzazione della salute, contesto in cui si colloca il Mobile Health.

Mobile healthIl Mobile Health, o mHealth, è stato definito come un nuovo modello di assistenza socio sanitaria, realizzabile tramite l’utilizzo di dispositivi mobili come i cellulari, gli smartphone, i dispositivi di monitoraggio dei pazienti e i personal digital assistants (PDAs). Anche il settore delle applicazioni per dispositivi mobili sviluppate per monitorare lo stato di salute e lo stile di vita sono inclusi in questo particolare modello. In questo senso, il Mobile Health appartiene all’Health IoT – acronimo per Internet of Things – vale a dire quella tipologia di dispositivi finalizzati alla rilevazione di bio-segnali e bio-immagini derivanti dalla connessione a medical devices o ad altre tipologie di sensori. Tutto ciò consente di raccogliere una complessità di dati e di informazioni che pongono il paziente in una posizione proattiva rispetto alla gestione del proprio stato di salute garantendo inoltre un miglioramento dell’interazione con il personale socio sanitario. L’applicazione del Mobile Health porta dunque ad abbattere le barriere spaziali e temporali rendendo più efficace e proficua l’assistenza offerta al paziente.

 

Mobile Health: non più un trend ma una concreta realtà

È significativo il fatto che uno degli elementi determinanti per l’ascesa del Mobile Health sia proprio l’empowerment del paziente-consumatore, ormai abituato ad un modello di servizi online e “on-time”. La predisposizione a sfruttare i supporti tecnologici per scopi di tipo salutistico si combina alla crescita costante del mercato dei dispositivi mobili, tanto che secondo una ricerca del MIP (School of management del Politecnico di Milano) in Italia ci saranno più Smartphone che PC  oltre ad avere a disposizione più di due milioni di applicazioni. Un ulteriore studio attesta che:

  • gli smartphone saranno i driver principali per il Mobile Health;
  • le applicazioni Mobile Health saranno sviluppate espressamente per smartphone e tablet;
  • il mercato delle app sarà trainato dagli utenti e non dai professionisti;
  • le app sulla salute entreranno in misura sempre maggiore nei canali di distribuzione tradizionali;
  • il mercato del Mobile Health si svilupperà maggiormente nei paesi con un’alta penetrazione di smartphone e di spesa sanitaria;
  • le app di seconda generazione in ambito sanitario si focalizzeranno sulle patologie.

Dalla stessa ricerca sono emerse tre macro aree di impatto di questo modello assistenziale:

  1. Innovazione per i cittadini che potranno gestire attivamente la propria salute tramite un’interazione costante con i medici e i professionisti;
  2. Innovazione per i team clinici che diventeranno “mobile workers”;
  3. Innovazione per le imprese che operano in ambito sanitario le quali potranno usufruire dei vantaggi economici accrescendo la qualità dei servizi erogati attraverso l’utilizzo di dati e informazioni derivanti dall’uso del mobile (web marketing, health big data, ecc.) .

 

Telemedicina: scenario italiano

Secondo le Linee Guida fornite in occasione della Conferenza Stato-Regioni del febbraio 2014, la Telemedicina è:

 “Una modalità di erogazione di servizi di assistenza sanitaria tramite il ricorso a tecnologie innovative, in particolare alle Information & communication technologies (Ict) , in situazioni in cui il professionista della salute e il paziente (o due professionisti) non si trovano nella stessa località. La telemedicina comporta la trasmissione sicura di informazioni e dati di carattere medico nella forma di testi, suoni, immagini o altre forme necessarie per la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e il successivo controllo dei pazienti.”.

In altre parole, si colloca come macro-categoria relativa alle innovazioni digitali e tecnologiche applicate all’erogazione di servizi medico-sanitari, tanto da appartenere anche al Mobile Health.

L’Osservatorio di Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano – in collaborazione con Doxapharma e Fimmg – ha condotto uno studio sulla Telemedicina portando alla luce lo stato di adozione di questa modalità di assistenza nella Sanità italiana a cominciare dai servizi:

  1. Il 34% delle aziende campione applica servizi di tele-consulto tra i professionisti;
  2. Il 14% delle aziende campione applica servizi di tele-salute;
  3. Mentre il 15% delle aziende campione ha avviato le prime sperimentazioni di Telemedicina, il 4% dichiara di usare già queste soluzioni e il 68% è interessato ad utilizzarle nel breve termine;
  4. il 74% dei Medici di Medicina Generale è interessato al teleconsulto.

Per quanto riguardo le tendenze dei pazienti-consumatori, anche per la Telemedicina vale lo stesso principio dedotto dagli studi sul Mobile Health citati in precedenza. Sono proprio loro infatti a guidare il mercato della salute verso gli approcci telematici, poiché motivati da alcuni dei seguenti fattori:

  1. La crescente preoccupazione dei soggetti tra i 40 e i 50 anni di andare incontro alle problematiche causate dall’invecchiamento;
  2. L’ampia disponibilità sul mercato di tecnologie digitali affidabili per la raccolta dei dati sullo stile di vita (dispositivi wearable, app, smartphone e tablet).

Ecco perché su un campione di 1000 soggetti rappresentativo della popolazione italiana è risultato che un cittadino su 4 utilizza o è interessato ad utilizzare applicazioni per il monitoraggio del proprio stile di vita, in particolare:

  1. l’11% delle applicazioni utilizzate sono finalizzate a rilevare la frequenza cardiaca;
  2. Il 10% a conteggiare i passi compiuti quotidianamente;
  3. Il 9% a monitorare gli allenamenti;
  4. L’1% sono legate al sonno.

Eppure in Italia non si investe abbastanza per l’e-Health. Una ricerca condotta dal Censis e dal Centro Studi Impresa Lavoro ha stimato l’ammontare delle risorse necessarie a ridurre entro il 2020 il divario con gli altri paesi europei: da 2 a 7,8 miliardi di euro in più, per una spesa complessiva fra i 9,5 e i 15,2 miliardi. Ancora una volta risulta evidente quanto sia prioritario per le aziende sanitarie e per chi opera nel mercato della salute riassettare l’organizzazione strutturale dell’erogazione dei servizi a partire dalla predisposizione di specifiche attività di formazione orientate verso il Mobile Health e più in generale verso la Telemedicina e l’e-Health.

 

Wearable Devices: le tecnologie di supporto

I dispositivi “wearable” (ovvero indossabili) appartengono alla categoria delle Internet of things (IoT) – network di dispositivi connessi tra loro per recepire e condividere dati – che nel 2020 potrà contare su 26 miliardi di oggetti connessi, un numero superiore di quasi 30 volte rispetto al 2009 quando gli oggetti “smart” erano appena 0,9 miliardi (Gartner, 2013).

La crescita progressiva di questo settore ha generato conseguenze molto interessanti in ambito sanitario per almeno due motivi:

  1. Lo sviluppo di tecnologie basate su sensori e sulla connettività rende possibile la raccolta, la registrazione e l’analisi di dati che prima non erano accessibili;
  2. La capacità dei dispositivi wearable di raccogliere dati autonomamente è tale da fornire al team socio-sanitario i dati di cui necessita nel momento maggior bisogno.

I dispositivi werable costituiscono un supporto tecnologico utilissimo da integrare alle modalità di assistenza erogate con il Mobile Health e tutte le pratiche di Telemedicina ed e-Health. Infatti, questa tipologia di devices consente di raccogliere nel tempo i dati dei pazienti facilitando:

  1. le prescrizione di cure preventive;
  2. la formulazione delle diagnosi;
  3. la comprensione della terapia;
  4. fornire indicazioni immediate sui progressi nel piano terapeutico.

In generale, l’automazione riduce il rischio d’errore incrementando l’efficienza delle prestazioni medico-sanitarie e riducendo i costi per attuarle. Per tanto, l’uso congiunto di tecnologie IoT per la sanità, assume un ruolo significativo in vari scenari:

  1. Assistenza ospedaliera. I pazienti ricoverati attraverso i sistemi IoT possono essere continuamente monitorati;
  2. Monitoraggio da remoto. I pazienti più fragili (anziani e affetti da patologie croniche) sono messi nelle condizioni di condurre una vita più indipendente;
  3. Prevenzione. Le attività quotidiane e di benessere delle persone che non accusano particolari sintomatologie possono essere monitorate limitano le visite mediche e specialistiche in ospedale.

 

Gli studi sul Mobile Health e più in generale sulla Telemedicina e l’e-Health hanno rilevato l’utilità di questi approcci sia per i pazienti che per gli operatori sanitari. I motivi riguardano sia la permeabilità   – abbattimento dei limiti di spazio e di tempo – che l’efficienza  -automazione – dei dispositivi mobile e wearable che, di conseguenza, consentono di ammortizzare i costi dovuti all’erogazione dei servizi migliorandone la qualità delle prestazioni.

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