Social Media Week Milano 2017: reportage dell’evento più digital dell’anno

Venerdì scorso si è conclusa la Social Media Week che quest’anno ha approfondito il futuro dell’intelligenza artificiale specialmente per quanto riguarda gli algoritmi nel linguaggio e nel modo di comunicare tra persone e aziende, animando così il coWorking Space Talent Garden a Milano.

Social Media Week Milano 2017Dal ruolo degli influencer nelle campagne di comunicazione, allo storytelling per i brand. Dall’utilizzo dei social media, al modo in cui piattaforme e intelligenza artificiale sono di supporto nella gestione dei Big Data, passando ai vantaggi e alle implicazioni etiche sottostanti queste tecnologie, ormai al servizio di un mondo sempre più veloce e smart. Così, dal 13 al 16 giugno Milano è stata proiettata nel futuro della comunicazione grazie alla Social Media Week.

Noi siamo stati presenti per tutta la durata dell’evento, interessati a carpire le novità e le più recenti innovazioni del panorama tecnologico e digitale. Di seguito vi proponiamo il resoconto di “ciò che è stato”.

 

Approcci vincenti alla comunicazione: Influencer Marketing e Storytelling

L’influencer marketing è un tipo di comunicazione sempre più in crescita, tanto che in molte aziende italiane è diventato una componente normale del loro marketing mix. Come più volte sottolineato durante la Social Media Week, per ottenere una campagna di successo è necessario integrare le caratteristiche specifiche dell’azienda e del suo prodotto con quelle del web influencer affinché il suo stile di comunicazione e la sua immagine siano in linea con il brand per non minarne la credibilità. A tal proposito, è importante lavorare su una comunicazione che risulti “immersiva”, che riesca a coinvolgere tutti e 5 i sensi della persona: è solo attraverso l’esperienza di totale assorbimento con il brand che si possono trasmette i valori, fidelizzando il proprio pubblico. Non a caso, “le esperienze non restano in giro abbastanza da deluderti”. Un altro passaggio fondamentale è associare una storia al prodotto attraverso le tecniche di storytelling.

Dal momento che diverse ricerche hanno dimostrato che le persone tendono a seguire con maggiore interesse e fiducia i loro pari, piuttosto che una celebrità nota grazie ai media tradizionali, un’attività strategica per l’influencer marketing è quella di sfruttare al meglio i contenuti generati dagli utenti (UGC), Di fatto, l’analisi quantitativa delle mentions basata sui principali KPI e l’analisi qualitativa offrono all’azienda la possibilità di identificare gli influencer da coinvolgere in attività di influencer marketing  e, successivamente, di modificarne le performance. A tal riguardo, la maggior parte dei brand concentra la propria strategia di social media analytics su metriche quantitative per capire quanto i consumatori stanno parlando del prodotto o perché stanno postando determinati contenuti. Questi dati possono fornire al brand insight strategici:

  • Individuare su cosa vertono le conversioni online, ovvero in che direzione si sta muovendo il mercato ed ottenere importanti vantaggi competitivi (es. lancio di prodotti, analisi degli influencer, identificazione delle tendenze, comportamento dei consumatori, monitoraggio degli hashtag, tendenze di settore…)
  • Gestire la crisi in tempo reale;
  • Monitorare i punti di forza delle campagne e, più in generale, dell’immagine del brand.

 

Sempre più social con i Social, ma occhio ai lati oscuri

“Siamo acconciatori di distanza, non asociali.”. Gli smartphone non sono una chimera bensì un mezzo per connettersi con le altre persone e condividere le proprie esperienze. Quello che stiamo vivendo in questi anni è una dicotomia: siamo il mezzo ma anche il messaggio/contenuto. In altre parole, abbiamo la responsabilità della narrazione e della sua diffusione, siamo pura esperienza condivisa e i nostri schermi sono porte. L’esperienza digitale non è sbagliata di per sé, è solo da riorganizzare.

Eppure ci sono alcune questioni aperte, tra cui la privacy e la sicurezza. Le App non hanno una certificazione sulla security, la qualità e il consumo energetico e pongono così un problema sulla loro affidabilità. Non solo: i social network raccolgono ogni giorno migliaia di informazioni sui propri utenti per poi utilizzarle per la profilazione e la vendita di pubblicità. Si pone dunque una domanda: siamo davvero sicuri che i colossi dei social vogliono la nostra privacy?   

 

Spazio alla tecnologia! Intelligenza Artificiale e Big Data

Oggetti connessi, big data, cloud, analytics, machine learning, mixed reality, sono alcune delle parole chiave della trasformazione digitale in atto, tanto che non stupisce che oggi si parli di interazione digitale-realtà. Il mondo digitale sta rendendo sempre più possibile l’utilizzo di un approccio “data-centrico” atto a sviluppare una società centrata sull’uomo.

La maggiore capacità di calcolo e di connettere oggetti fra loro, rendendoli in grado di imparare e pensare autonomamente, sta già avendo un grande risvolto nelle nostre vite. Basti pensare all’impatto che, ad esempio, l’intelligenza artificiale può avere nel marketing su:

  • Il riconoscimento delle immagini;
  • L’elaborazione del linguaggio naturale (es. cosa significa una parola in base ai dati raccolti sulla parola);
  • La comunicazione automatica (vd bots).

O ancora, nella customer experience: attraverso l’approccio esplorativo e predittivo dei Big Data è possibile ottenere informazioni su cosa è rilevante per la persona, quando, dove e in quale contesto di servizio, e metterle al servizio della brand experience quando e dove sia rilevante per la creazione di valore.

Quello dei Big Data è un altro tema scottante che è stato più volte affrontato durante la manifestazione. Il motto ricorrente è stato il seguente: il valore non sta tanto nelle cose ma nei dati! Ed è proprio su questo punto che sono state affrontate alcune criticità sulla sicurezza e sulla privacy:

  • Se è vero che persino ora facciamo fatica a gestire la privacy dei post che pubblichiamo volontariamente, come sarà quando non sapremo quali dati vengono raccolti automaticamente?
  • I dati che diamo volontariamente possono essere correlati a quelli che vengono raccolti automaticamente, senza il nostro controllo ed essere utilizzati per prendere decisioni sulla nostra vita (vd adeguatezza ad una posizione lavorativa, affidabilità del credito…).

Insomma, l’impatto sociale ed economico dell’intelligenza artificiale dipendono da come e perché vengono esplorate e costruite nuove conoscenze e da come e perché le decisioni automatiche vengono prese. Come ribadito durante alcuni interventi, l’intelligenza artificiale si definisce etica nel momento in cui è:

  • Al servizio dell’uomo;
  • Controllabile e sicura;
  • Trasparente e tracciabile.

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