Sanità digitale e Connected Care: risultati della ricerca 2019 dell’Osservatorio Digitale

Qual è il ruolo della tecnologia digitale nella Sanità italiana? Scopritelo insieme a noi con questo articolo di approfondimento dei risultati di quest’anno dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano!

 

Sanità digitale e Connected Care: risultati della ricerca 2019 dell’Osservatorio Digitale

Indice

 

Prevenzione e stili di vita

Accesso ai servizi sanitari

Cura sanitaria

Follow-up

 

 

L’innovazione tecnologica sta cambiando sempre più ogni aspetto della nostra vita, tra cui anche il modo di curarci. Da un lato il progresso digitale sta cambiando i tradizionali “touchpoint” della Sanità dall’altro consente ai medici di rendere i processi di cura e assistenza più efficaci, sostenibili e personalizzabili grazie a diverse tipologie di strumenti digitali.

Per comprendere al meglio quale sia oggi il ruolo del digitale nella Sanità, l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità ha elaborato una ricerca che è stata presentata a Milano il 21 maggio durante il convegno dal titolo “Connected Care: il cittadino al centro dell’esperienza digitale”.

La ricerca empirica dell’Osservatorio, condotta attraverso delle survey, ha coinvolto una pluralità di attori appartenenti al mercato della Salute (medici, associazione, dirigenti e cittadini) al fine di analizzare il punto di vista dei vari soggetti relativamente all’innovazione digitale. Come prima cosa l’Osservatorio ha identificato e analizzato le diverse fasi attraverso le quali il cittadino/paziente entra in contatto con il “sistema Salute” studiando il livello di diffusione e maturità delle tecnologie digitali che supportano ciascuna fase, di cui forniamo l’elenco:

  1. Prevenzione e stili di vita: ricerca informazioni sulla salute e raccolta e gestione dei dati;
  2. Accesso ai servizi sanitari: ricerca strutture e medici, prenotazione, pagamento;
  3. Cura: fruizione Servizi Sanitari (visite, esami, ricoveri, terapie);
  4. Follow-up: continuità di cura, monitoraggio, nuovi stili di vita.

Ma vediamo meglio cosa è emerso, fase per fase…

Prevenzione e stili di vita

Quali strumenti utilizza oggi il cittadino (sano) per raccogliere informazioni sulla salute e dove cerca informazioni?
La ricerca mostra che l’uso di Internet e degli strumenti digitali, fra i cittadini italiani, per reperire informazioni e accedere ai servizi sanitari è in aumento soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione, ma il canale fisico è ancora quello privilegiato dalla maggior parte dei cittadini. Oltre un terzo di coloro che non soffrono di problemi di salute, cerca sul web informazioni generiche sulla salute, come malattie, sintomi e cure (38%) e su corretti stili di vita e alimentazione (37%), il 15% si informa sui vaccini (il 25% fra le donne 25-44enni).

Queste percentuali si riducono con l’aumentare dell’età del campione, ma anche fra gli over 65 (27%) sono in tanti a cercare dati online. I canali più utilizzati sono:

  • i siti web istituzionali (52%);
  • i portali dedicati alla medicina e alla salute (30% in media);
  • App, blog e social network (ritenuti meno affidabili) sono usati prevalentemente per informarsi sui corretti stili di vita e sull’alimentazione (23%).

Inoltre, le App e i wearable device (ovvero, gli apparecchi digitali indossabili) stanno entrando sempre più nella quotidianità dei cittadini, con il 41% che utilizza un’applicazione di coaching o un dispositivo indossabile per il monitoraggio dello stile di vita. Tra questi lo smart watch è il più utilizzato. Tuttavia, ben il 75% dei cittadini che usa le App non invia né comunica al proprio medico i dati raccolti, che rimangono quindi inutilizzati.

Accesso ai servizi sanitari

In merito all’accesso ai servizi sanitari è utile comprendere come il digitale possa rendere i vari touchpoint (MMG, medici specialisti, strutture sanitare ecc…) il più possibile accessibili ai cittadini.
Anche i medici hanno sempre maggiore dimestichezza con gli strumenti digitali, che impiegano per comunicare o condividere informazioni e documenti con i pazienti. Secondo il sondaggio condotto su un campione di 602 MMG e su 1.720 medici specialisti, la mail è il canale più usato (rispettivamente 85% e 81%), seguito da WhatsApp (64% e 57%) e dagli SMS (65% e 40%).

Per quanto riguarda l’accesso vero e proprio ai servizi sanitari, circa la metà del campione trova online informazioni su medici (51%) e su strutture e prestazioni sanitarie (44%). Se però si analizza l’accesso ai servizi sanitari i cittadini appaiono molto meno digitali:

  • solo il 23% ha prenotato online le prestazioni (21% tramite sito web e 2% tramite App);
  • solo il 19% le ha pagate via web (15% tramite sito e 4% tramite App).

Chi non ha utilizzato i canali digitali dichiara che preferisce il contatto fisico personale (67%) o ammette di non essere capace di utilizzarli (19%).

I servizi digitali più presenti nelle aziende sanitarie sono la prenotazione e il pagamento online delle prestazioni sanitarie spesso collegate al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Quest’ultimo può rappresentare un potente strumento per offrire servizi digitali al cittadino, ma l’indagine condotta dall’Osservatorio mostra che solo il 21% dei cittadini ne ha sentito parlare e in questi casi pare che sia proprio il Medico di Medicina Generale il principale canale d’informazione (35%).

Cura sanitaria

Il digitale, come mostra la ricerca, sta anche cambiando la fase di cura (visite, esami, ricoveri), rivoluzionando le attività di raccolta, analisi e integrazione dei dati relativi al paziente.

In questo ambito sono sostanzialmente tre i focus d’interesse:

  1. la Cartella Clinica Elettronica;
  2. l’Intelligenza Artificiale;
  3. le terapie digitali.

Per quanto riguarda la Cartella Clinica Elettronica, il 58% dei Direttori ne ritiene rilevante lo sviluppo per il perseguimento degli obiettivi strategici. Le funzionalità basilari sono ormai diffuse (es. gestione delle informazioni di riepilogo sul paziente), a differenza di quelle più avanzate (es. supporto alle decisioni cliniche) rispetto alle quali non si misura una variazione significativa in termini di diffusione.

L’Intelligenza Artificiale, invece, è un ambito ancora marginale in termini di investimenti e interesse. Le strutture sanitarie, infatti, hanno adottato applicazioni di AI (spesso prime sperimentazioni) soprattutto basate sull’elaborazione delle immagini per effettuare attività di supporto alla decisione diagnostica (presenti nel 40% delle aziende del campione) e del testo libero (24%).
Secondo direttori, medici specialisti, dirigenti infermieristici e MMG, le principali difficoltà legate allo sviluppo di soluzioni di AI sono le limitate risorse economiche disponibili e l’alta complessità nell’implementare questi progetti. Gli operatori sanitari, tuttavia, non sembrano essere spaventati che l’AI possa sostituirli, anzi, vedono in questi sistemi dei potenti alleati capaci di migliorare l’efficienza dei processi clinici.

Infine, uno dei nuovi trend nell’ambito della Sanità digitale è rappresentato dalle terapie digitali, soluzioni tecnologiche (principalmente App) che devono essere clinicamente certificate e autorizzate dagli enti regolatori e che aiutano i pazienti nell’assunzione di un farmaco (di solito prescritte dal medico in combinazione a un farmaco o in sua sostituzione).
Dalla ricerca è emerso che le soluzioni più interessanti secondo i direttori e i medici sono quelle che supportano il paziente nel monitoraggio dell’aderenza alla terapia (47% direttori e 45% medici specialisti).
I dati mostrano che le App per il monitoraggio dell’aderenza alla terapia sono quelle che nei prossimi anni sono destinate ad avere un maggior impatto.

Follow-up

Il percorso del paziente non si conclude nel momento in cui viene dimesso dall’ospedale in quanto spesso necessita di un’integrazione fra diversi livelli assistenziali. In questo contesto, il supporto informatizzato potrebbe essere molto utile anche se stenta a diffondersi.
Solo il 7% dei medici specialisti e il 12% dei dirigenti infermieristici dichiarano di utilizzare frequentemente (almeno 1 volta alla settimana) dei tool che supportano il monitoraggio dei piani di assistenza individuale.
Inoltre, dalla survey è emersa chiaramente l’assenza di strumenti informatici di interscambio dati. La telemedicina, invece, può giocare un ruolo fondamentale nell’integrazione fra ospedale e territorio e nelle nuove forme di aggregazione delle cure primarie.
Tra i MMG la telemedicina fatica a diffondersi (solo il 4% del campione utilizza soluzioni di teleassistenza e il 3% di televisita e telesalute), più alta, invece, è la diffusione di servizi di telerefertazione, in particolare, in alcune attività diagnostiche di primo livello.

L’esperienza digitale offerta dalle strutture sanitarie può proseguire anche dopo la dimissione del paziente: sono molte le aziende che presentano un supporto per attività quali il download dei referti (52%) e la consultazione di immagini diagnostiche (29%).

 

In conclusione, la ricerca svolta dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità mostra uno scenario ben delineato. Sebbene la strada verso la “Connected Care” – ovvero la condivisione delle informazioni tra gli attori coinvolti nel sistema sanitario attraverso la tecnologia – sembri ormai tracciata è indispensabile ripensare l’organizzazione e la governance del sistema, sviluppare le competenze del personale e rivedere la relazione fra operatori e pazienti in modo da mettere il cittadino al centro dei processi di prevenzione e cura e consentire un migliore e più rapido accesso alle informazioni e ai servizi sanitari.

Il Servizio Sanitario Nazionale nei prossimi anni si troverà, sempre più, a dover affrontare sfide a livello demografico, della cronicità delle malattie, di continuità di cura, di prevenzione ed altro ancora.
Come sostenuto durante il convegno da Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità: “l’utilizzo dell’innovazione digitale e della Connected Care può dare una risposta a questi problemi. In altre parole, la tecnologia in questo momento è l’unico strumento in grado di aumentare la produttività delle risorse disponibili nel mondo della sanità e rispondere alle sfide sul tavolo del Servizio sanitario nazionale”.

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