11 + 1 trend che plasmeranno il Marketing nel 2019

Quali novità e tendenze guideranno le strategie di marketing di questo 2019? Lo scoprirete leggendo il primo di due articoli di approfondimento in cui presentiamo ben undici trend analizzati dal Forbes Agency Council più uno!

#1 Intelligenza Artificiale & Marketing Automation: un connubio rivoluzionario

#2 L’assistente vocale: un nuovo IOT per il content marketing

#3 L’anno dei contenuti ‘onesti’ è il 2019

#4 Micro-influencer per una lead generation di qualità

#5 Parola d’ordine: Human to Human

Sarebbe bello avere una sfera di cristallo attraverso cui venire a conoscenza con certezza dei trend più importanti di quest’anno, realizzando così le strategie di marketing più efficaci e innovative per il nostro Brand e per quello dei nostri partner.

Pur non avendo ancora il dono della veggenza, abbiamo ritenuto che l’analisi fatta da Forbes e presentata in un articolo dal titolo “11 Trends That Will Shape Marketing In 2019” fosse più che lungimirante e che quindi meritasse un riadattamento per i lettori italiani, oltre che un maggiore approfondimento.

In questo elenco abbiamo analizzato le tendenze proposte dal Forbes Agency Council ma non ci siamo fermati qui!

Abbiamo infatti fornito il nostro personale contributo inserendo il dodicesimo trend che, secondo noi di Digital for Business, non poteva proprio mancare in questo articolo.

Per conoscere il trend numero 12, dovrete attendere la seconda parte di questo approfondimento, disponibile il mercoledì 13 febbraio, nel nostro blog di Digital for Academy.

Pronti per conoscere la prima parte della nostra analisi?

Buona lettura!

#1 Intelligenza Artificiale & Marketing Automation: un connubio rivoluzionario

Negli ultimi anni si è parlato tanto di Intelligenza Artificiale – AI – e dei numerosi vantaggi ottenibili con l’integrazione di una tecnologia  sempre più attuale e sempre meno fantascientifica.

Recentemente, infatti, le imprese che investono nell’implementazione dell’AI nella marketing automation con l’obiettivo di aumentare l’efficacia comunicativa e convertire un numero maggiore di utenti, sanno di poter ottenere un forte vantaggio competitivo grazie alla possibilità di:

  1. rendere sempre più personalizzabili le campagne pubblicitarie e gli adv;
  2. mostrare contenuti grafici e testuali assolutamente pertinenti col target individuato;
  3. fornire un’esperienza di vendita ritagliata sulle specifiche caratteristiche di ciascun prospect;
  4. aggiornare in tempo reale le informazioni mostrate agli utenti, in base ai cambiamenti dei gusti e delle loro preferenze.

Non è infatti un caso se  – come riportato da Il Sole 24 Ore – grandi realtà come Google e Amazon stanno da tempo investendo ingenti capitali nello sviluppo dell’AI per il proprio business.

#2 L’assistente vocale: un nuovo IOT per il content marketing

Lo scorso Black Friday è stato segnato in tutto il mondo da una forte impennata di acquisti dei nuovi Smart Speaker: gli assistenti vocali che cercano per noi informazioni sul web, ce le raccontano, e ci permettono di acquistare online con una semplice richiesta.

L’Echo Dot di Amazon per esempio, è stato il device più bramato del 2018, dai consumatori più tecnologici e nei primi giorni di gennaio, Dave Limp – vice presidente senior dei device e dei servizi di Amazon.com – ha dichiarato che fino a quel momento erano stati acquistati in tutto il mondo circa 100 milioni di dispositivi Alexa.

Solo il tempo saprà dirci se la febbre degli assistenti vocali intelligenti sia una moda passeggera oppure si stia evolvendo in una vera e propria abitudine sociale, capace di arricchire ulteriormente il modo di ‘relazionarci’ con la tecnologia, come lo smartphone dieci anni fa; ma una cosa è certa.

Lo smartphone segue logiche molto diverse dallo smart speaker. Questo aspetto va tenuto in grande considerazione, soprattutto in fase di definizione di una strategia di content marketing che prevede l’assistente vocale come veicolo da cui far partire la nostra comunicazione.

#3 L’anno dei contenuti ‘onesti’ è il 2019

Tutti fanno ricerca online. Grazie alle ridotte dimensioni dei nostri smartphone, abbiamo la possibilità di informarci su qualsiasi argomento susciti il nostro interesse e conoscere prodotti, servizi e soluzioni in qualsiasi momento della giornata.

Il marketing dei contenuti si fonda proprio su questi aspetti:

  1. catturare la curiosità e l’attenzione dei nostri utenti;
  2. comunicare contenuti di interesse capaci di risolvere eventuali problemi o fornire soluzioni;
  3. promuovere la bontà di un prodotto o servizio;
  4. e in ultima istanza, convertire i nostri utenti in clienti spontanei ed entusiasti.

Questa formula, però, funziona soltanto se il prodotto o il servizio che andiamo promuovendo è davvero di valore e se i contenuti che forniamo attraverso le attività e le strategie di content marketing sono davvero utili per i nostri potenziali clienti.

Pertanto, sarà necessario comprendere se i contenuti ideati raggiungono effettivamente il nostro target e se la nostra audience è davvero soddisfatta del nostro lavoro. Per la creazione di contenuti di valore, su un blog o su un sito web aziendale, le strategie e gli strumenti di SEO marketing , e la divulgazione attraverso l’Email e di Social Media Marketing possono fare la differenza.

Oltretutto, grazie all’influencer marketing, le aziende hanno il vantaggio di far conoscere il proprio prodotto ad un numero molto più grande di utenti in target rispetto ad altri strumenti e di presentarlo con un approccio umano, diretto e molto confidenziale; ma attenzione: gli influencer non sono testimonial, perciò, non sono pagati per seguire religiosamente un copione ma per presentare il nostro prodotto, così come loro stessi lo percepiscono dato che la loro fama si fonda sulla credibilità.

Se il nostro prodotto non ‘mantiene le promesse’ o diverge significativamente rispetto alle caratteristiche e ai risultati annunciati, l’intervento di un influencer potrebbe diventare un’arma a doppio taglio. Ecco perché la qualità e onestà sono due valori da tenere sempre in considerazione tanto in fase di produzione quanto in fase di promozione.

#4 Micro-influencer per una lead generation di qualità

Il mondo degli influencer è molto ricco e stratificato. Sui Social Media, possiamo incontrare utenti molto seguiti e creare una collaborazione proficua con persone che online sono state capaci di intrattenere una quantità impressionante di follower.

Richiedendo alle star del web di recensire il nostro articolo attraverso i loro canali social, abbiamo la possibilità promuovere un brand e di rendere noto il nostro prodotto a milioni di utenti.

Ad esempio, gli youtuber e gli instagrammer più seguiti sono capaci di generare in un giorno solo decine di migliaia di lead con un solo video, un blogpost o con un selfie ma, sul web, non ci sono solo gli influencer con milioni di fan.

Le imprese che desiderano attuare strategie di influencer marketing posso ottenere ottimi risultati collaborando con personaggi meno noti che hanno saputo ottenere una forte attenzione da parte di migliaia o decine di migliaia di utenti molto interessati ad un determinato argomento del quale l’influencer è particolarmente esperto.

In questo caso non parliamo più di influencer ma di micro-influence, ossia, persone che hanno guadagnato credibilità e autorevolezza presso un target ben preciso di utenti che condividono gli stessi interessi (e valori) relativamente a tematiche spesso specifiche e circoscritte.

Quando cerchiamo il contributo di uno o più micro-influencer?

Quando vogliamo mirare più sulla qualità invece che sulla quantità dei lead da generare.

#5 Parola d’ordine: Human to Human

Bryan Kramer, co-founder e CEO della pluripremiata Social Media Agency americana PureMatter oltre che fondatore del movimento #H2HHuman to Human Movement – dichiara nel suo libro Shareology: How Sharing is Powering the Human Economy “Non importa quale linguaggio parli, qual è il brand o il messaggio che stai cercando di lanciare. Quello di cui tutti abbiamo bisogno è di parlare in modo ‘umano’”.

Secondo le teorie sulla comunicazione di Kramer, condivise pienamente anche dal fondatore del marketing strategico Philip Kotler e dal numero uno mondiale del neuro marketing Martin Lindstrom, l’approccio comunicativo attuale delle imprese non è sufficientemente d’appeal perché manca l’attenzione, la genuinità e la linearità che caratterizza l’approccio umano.

Per migliorare la propria reputazione e fidelizzare i clienti, le imprese B2B e B2C devono quindi costruire con i propri clienti e consumatori legami, relazioni emotive più personali, non solo commerciali.

In termini statistici, secondo quanto evidenziato dal guru del neuro marketing Martin Linstrom  – e tra le prime 10 persone più influenti al mondo secondo il Timesper intercettare davvero le necessità dei nostri clienti e dialogare meglio con loroil focus non deve essere posto sui big data ma sugli small data” ovvero i piccoli dati forniti spontaneamente dai nostri clienti che aiutano le imprese ad andare verso la direzione del cliente: l’unica direzione possibile per qualsiasi business.

In conclusione, le imprese che vogliono adottare un approccio H2H devono partire dal presupposto che il Brand non è quello che l’azienda stessa riferisce di essere, piuttosto è ciò che i suoi consumatori pensano che sia il Brand.

Per approfondire insieme a noi il trend numero #6 non vi resta che attendere qualche giorno. Intanto vi diamo un piccolo indizio: potrebbe avere a che fare con Facebook.

Se il colosso di Menlo Park suscita il vostro interesse, vi consigliamo di ingannare l’attesa leggendo un nostro recente articolo di approfondimento su alcune news interessanti legate al tema della privacy e ai nuovi proggetti per il nuovo anno che il numero uno di Facebook ha recentemente annunciato.

11 + 1 trend che plasmeranno il Marketing nel 2019

Senza categoria | 25 Gennaio 2019

Quali novità e tendenze guideranno le strategie di marketing di questo 2019? Lo scoprirete leggendo il primo di due articoli di approfondimento in cui presentiamo ben undici trend analizzati dal Forbes Agency Council più uno!

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